Parto. Vado a Vietri sul mare. Starò via ventiquattrore ventiquattro. Bello partire, da sempre mi sa di gita scolastica, quando ad un certo punto, dopo manco mezz'ora di viaggio ti veniva inspiegabilmente fame e tiravi fuori dallo zainetto una palla di cellophane. Panino con frittata! Un mito incrollabile!
E poi gli alberghi hanno una magia strana. Una certa poesia malinconica. Mi viene in mente Bukowski. Tutta la beat. E anche lo squallore diventa elegia.
Amo partire. E tornare
