martedì, 25 settembre 2007, ore 19:18

C’è qualcosa oggi, che dalla finestra sghemba della mia mansarda mi fa considerare la differenza tra il mio padrone di casa, (costruttore di palazzi) e i muratori che in questo momento stanno lavorando per lui. No, non è l’ombrello che usa per ripararsi da questa prima pioggerellina autunnale, e che loro per ovvi motivi di manovalanza non possiedono! E’ il pantalone color cachi. Per la precisione è il pantalone color cachi abbinato allo scarpino da passeggio tra l’elegante e lo sportivo, la camicia azzurra e il maglioncino adagiato sulle spalle. E’ il simbolo di una casta, un segnale di riconoscimento. Chi costruisce appartamenti DEVE avere un pantalone color cachi!

 I muratori accostano con lentezza e cura certosina i mattoni del marciapiede sotto la pioggia. Lui osserva. Il pantalone color cachi osserva attento che tutto fili liscio, che gli spazi tra un mattone e l’altro siano debitamente riempiti di cemento. Che siano equidistanti, armonici, placidi.

La strada quando piove diventa come un rigagnolo gigante che scorre veloce, e le automobili hanno fretta di tornare a casa per pranzo. L’acqua sull’asfalto schiuma di bianco, di detersivi, di sporco, e si aprono onde parallele al contatto con i pneumatici. Dall’altro lato della strada c’è un asilo, esce una mammina in tuta bianca, molto aderente sul culo.

Il pantalone color cachi si gira a guardare. Il muratore si gira a guardare. Bel culo, evidentemente. E pensare che c’è gente che si scervella affinche le differenze tra ceti sociali, (estrazioni sociali, terziario e imprenditoria, signori e terzo stato, valvassori, valvassini e schiavi…insomma fate un po’ come cazzo volete!) siano sempre più livellate (o no?). Basta un culo! Ragazzi, basta un semplice culo!



lemonsoja
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categoria : culo, cachi, pantaloni, muratore