Hubèrt San Martine quella mattina aveva deciso di smaltire la sbornia sul lungoSenna. Passeggiava trascinando il corpo a fatica. "Troppo pesante". Ebbe a malapena il tempo di pensarlo, e si accasciò in una posizione che in quell'istante era certamente la più vicina al concetto di star seduto che riuscisse a concepire. Un conato di vomito lo sorprese mentre socchiudeva gl'occhi quasi ad addormentarsi, e si contorse come un cencio strizzato tenendosi forte le budella già rivoltate dalla notte insonne. Falso allarme. Non vomitò nulla. E in effetti aveva già buttato via tutto, ma lo spasmo gli permise di accorgersi di una figura, un giovane, ben vestito, seduto esattamente a fianco a lui. Era ovvio che il suo stato gli impedisse di sobbalzare come tutti i comuni mortali, ma a suo modo lo fece. Stupito. Se lo stomaco non avesse desiderato ardentemente di fuoriuscire dalla sua bocca qualche secondo prima, si sarebbe sicuramente addormentato come un sacco di patate accanto a quel ragazzo, così, senza nemmeno salutare. Quel tipo così distinto si sarebbe scostato con disgusto pensando che ormai Parigi fosse popolata soltanto da barboni sempre più simili a cani. Fu un pensiero che durò solo decimi di secondo. Il giovane era immobile, inerte, con gl'occhi e la bocca spalancati in un ghigno indecifrabile e beffardo, ma con le braccia ordinatamente poste a circondare le ginocchia. Era morto. Era morto con quell'orribile espressione sulla faccia, e in quella posizione innaturale. Hubèrt ebbe come primo pensiero quello di fuggire via prima che qualcuno potesse addossargli la colpa dell'assassinio, non ci vuole molto a scaricare tutto su un povero barbone. Vecchio ubriaco aggredisce giovane e ricco ragazzo per derubarlo. No. Come avrebbe fatto a ucciderlo in quelle condizioni? Decise di chiamare un gendarme. Bisognava restituire quel poveraccio alla sua famiglia, e magari si faceva ancora in tempo a beccare l'assassino, se di assassinio si trattava. Hubèrt San Martine non avrebbe mai immaginato di trovarsi di fronte al corpo senza vita del grande filosofo Emile Baguette, anche perchè non lo conosceva affatto.
(CONTINUA...)